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Sicurezza. Romano (SIULP) commenta il tweet del Presidente del Consiglio

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FELICE ROMANO

SIULP, bene impegno Governo su straordinari ma su riordino esecutivo ascolti i rappresentanti del personale perché i tempi non sono l'unica priorità e criticità. Rischio protesta è incombente

Apprezziamo e ringraziamo per l'impegno del Governo, anticipato dal Presidente Conte, relativo alla volontà di individuare nuove risorse per pagare le prestazioni di lavoro straordinario rese dal 2018 e non ancora pagate alle donne e uomini delle Forze di polizia. Cercare di saldare il debito contratto con le Forze di polizia per lo sforzo straordinario profuso è un atto che ridà credibilità agli annunci fatti dai governi su questi fronti ma che spesso si sono risolti in nulla di fatto.
Altrettanto apprezzabile è la volontà di voler concludere il percorso del riordino degli appartenenti al Comparto sicurezza e difesa anche se, su questo fronte, avvertiamo la necessità di richiamare l'attenzione del Governo e in primis del premier Conte. Giacché la priorità sul terreno del riordino non è solo la tempistica ma soprattutto il contenuto del provvedimento e le risorse necessarie per dargli esecuzione. Non ascoltare chi porta le istanze del personale può significare chiudere un iter che può portare alla protesta, anche di piazza, poiché la posta in gioco è altissima e delicata e se non si risolve in questa tornata significherebbe rimandare le soluzioni per almeno i prossimi 20 anni.
Ad affermarlo Felice ROMANO (foto), Segretario generale del SIULP nel commentare il tweet del Presidente del Consiglio nel quale il premier riconferma che la sicurezza è una priorità nell'azione di Governo.
Ci sono troppi punti negati e troppi nodi non ancora sciolti sull'iter conclusivo del riordino, sottolinea il leader del SIULP, che richiedono una seria e attenta riflessione da parte del governo che, in primis, dovrebbe ascoltare le istanze vere e le aspettative legittime che gli appartenenti alle Forze di polizia si attendono nella conclusione dell'iter del riordino.
Ad oggi, precisa Romano, il governo ha ascoltato solo la parte militare del Comparto mentre nessuna audizione è stata concessa ai Sindacati di polizia che pure lo hanno chiesto e ai quali la legge riserva tale spazio.
Chiudere i correttivi al riordino secondo le indicazioni e gli accordi raggiunti solo tra le Amministrazioni del Comparto senza tenere conto di quanto richiesto dal personale, chiosa il sindacalista, potrebbe significare costringere le donne e gli uomini in uniforme a scendere in piazza per far ascoltare le proprie ragioni, da troppi anni ignorate, e troppo spesso calpestate dalle Amministrazione per ragioni di tutela della propria burocrazia piramidale.
Ecco perché, conclude Romano, rinnoveremo la richiesta di incontro al Governo affinché ci ascolti per sentire le vare ragioni alla base del riordino e quali sono le aspettative del personale. Se anche questo appello dovesse rimanere inascoltato è ovvio che non ci resterà che la denuncia pubblica sul fatto che non è vero che la sicurezza è una priorità e che chi la garantisce deve, come al solito, arrangiarsi da solo sperando in tempi migliori.

Redazione